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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

lunedì 12 settembre 2016

EVANGELO. Un orecchio da Discepolo

In questi tempi si parla molto di discepoli e di discepolare.

Essere un discepolo significa innanzitutto avere un maestro, un insegnante.

In secondo luogo il discepolo è colui che ascolta il maestro, vede quello che il suo maestro dice e fa, segue il suo maestro. Apprende gli insegnamenti che gli vengono impartiti. Segue le orme del suo maestro. Il discepolo e colui che sceglie di farsi discepolare, di farsi disciplinare, cioè di farsi educare, colui che si dispone a ricevere degli insegnamenti, ad assimilarli, a farli propri.

Nell’antichità funzionava che erano i discepoli che si cercavano il maestro da seguire in base agli insegnamenti o filosofie da questi impartite. Nei vangeli invece troviamo Gesù che non viene scelto dai discepoli, ma è lui che sceglie i suoi discepoli. Giovanni 15:16 “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.”

Gesù è colui che scruta i cuori, li conosce, ne conosce i desideri, le inclinazioni, i talenti, le passioni, ne conosce il valore! Lui ha i suoi canoni, ha il suo metro di misura, e in base ad esso scegli i suoi discepoli per un determinato scopo.

Molto spesso la sua chiamata cominciava comincia con una parola: “Seguimi”! Ritroviamo questo scenario più volte durante la selezione dei 12 che poi saranno gli apostoli.

Marco 1:17 Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini». Gesù sceglie 12 persone, e gli dice seguitemi.

La chiamata rivolta ai discepoli ha due sessioni, due fasi consequenziali. 1. Seguitemi 2. Io farò di voi dei pescatori di uomini ⦁ La prima fase è quella di nostra competenza ⦁ La seconda è competenza di Dio riguardo alla nostra vita e al suo Regno

La nostra responsabilità sta nella scelta che vogliamo fare. C’è un invito a seguire Gesù cosa vogliamo fare?

Cosa vuol dire seguire Gesù? Gesù non gli aveva chiamati per fargli fare qualcosa, né li aveva chiamati per vedere le loro abilità, né tanto meno per capire il loro modo di pensare ed agire. Erano stati chiamati per seguirlo, cioè per stargli dietro, andargli accanto. Non dovevano fare nulla, dovevano osservare, ascoltare ed apprendere.

Erano stati chiamati per andare insieme a lui e vedere quello che lui avrebbe fatto e detto quando si sarebbe trovato: ⦁ Tra la gente, ⦁ In famiglia, ⦁ Nel tempio, ⦁ In un funerale, ⦁ In una cerimonia, ⦁ In una situazione di malattia, ⦁ Davanti ad un caso di possessione maligna ⦁ In un momento di tentazione ⦁ In un momento di oppressione ⦁ Davanti a persone che volevano ucciderlo ⦁ Davanti a persone che lo avrebbero tradito

Dovevano osservare ed imparare dal comportamento e dagli insegnamenti del Maestro! In questo tempo di discepolato faranno poche cose, Gesù affidò loro piccoli incarichi. La chiamata era quella di seguirlo, di seguirlo in ogni situazione, di stare al suo fianco, di condividere ogni momento.

La “scuola” di Gesù era molto pratica ma non mancavano i momenti di teoria nei quali si ritrovava ad insegnare i principi del Regno di Dio, per esempio le parole pronunciate sul monte delle beatitudini.

Tutto ciò per Gesù aveva uno scopo: “Seguitemi, ed io farò di voi pescatori di uomini”.

Lo SCOPO era quello di farli diventare pescatori di uomini. Loro non erano pescatori di uomini, ma Gesù li invita alla sua scuola per farli diventare tali. Quello che Gesù vide in quei discepoli, e che ancora oggi richiede è la fedeltà, non l’abilità. Sarebbe stato lui ad “abilitarli” per il servizio che dovevano svolgere.

Gesù disse loro: “IO FARO’ DI VOI” cioè, voi non lo siete, ma io vi metterò nella condizione tale di essere pescatori di uomini. Vi metterò nella condizione di insegnare ad altri e fare altri discepoli nel mio nome.

Non desiderava sapere quello che sapevano fare, o come sapevano parlare, Gesù DESIDERAVA SAPERE SE AVESSERO ACCETTATO L’INVITO A SEGUIRLO SEMPRE ED OVUNQUE, cioè cercava persone FEDELI E DISPOSTE AD IMPARARE, cercava “CUORI DA DISCEPOLO”.

Giovanni 13:15 “Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.”

Non tutti hanno un cuore ed un orecchio da discepolo! Oggi c’è sempre più la tendenza ad INSEGNARE piuttosto che ad IMPARARE. La tendenza a valorizzare più le CREDENZIALI di una persona piuttosto che LA FEDELTA’. La tendenza oggi è quella di ascoltare sempre meno e fare quello che si vuol fare.

Le aziende che vogliono assumere chiedono un CURRICULUM VITAE. Ti assumeranno in base a quello che tu dichiari di saper fare, e in base a quello che tu dichiari di avere. Più competenze hai, più esperienza hai, più è probabile che tu sia assunto.

Nel Regno di Dio le assunzioni funzionano diversamente. Dio sa già quello che sai fare, sa già le tue competenze, perché te le ha donate e permesse di sviluppare lui, ma cerca cuori fedeli, cuori da discepolo, cuori disposti a seguirlo.

Oggi però ci sono anche delle grandi aziende, le quali prima di assumere guardano anche il tuo “stato civile”, cioè se sei sposato\a, divorziato\a, separato\a, ecc… perché questo dà loro delle indicazioni su come affronti le difficoltà e sulla tua fedeltà.

Abbiamo un cuore ed un orecchio da discepolo?

Leggete con me: Isaia 50:4 “Il Signore, DIO, mi ha dato una lingua pronta, perché io sappia aiutare con la parola chi è stanco. Egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti, come ascoltano i discepoli.”

L’orecchio del discepolo è un orecchio che ASCOLTA e mette in pratica! “IO FARÒ DI VOI” … l’accento in questa frase è su Gesù… io farò…di voi…

Ed oggi? Gesù non è più sulla terra in carne ed ossa? Come possiamo seguirlo? ⦁ L’esempio di Gesù mediante la sua Parola: 1Tessalonicesi 1:6 “Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo”

Salmi 119:105 “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.”

⦁ L’esempio di Gesù: 1Pietro 2:21 “Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme.”

⦁ La guida e l’ammaestramento da parte dello Spirito Santo: Giovanni 16:13 “quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire.”

⦁ Abbiamo i suoi ministri: 1Corinzi 11:1 “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.”

⦁ L’esempio di chi ci ha preceduto: Ebrei 6:12 “affinché non diventiate indolenti, ma siate imitatori di quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse.”

Abbiamo la possibilità di imparare ed apprendere attraverso: ⦁ La parola di Dio ⦁ L’esempio di Gesù ⦁ La guida dello Spirito Santo ⦁ I ministri di Dio ⦁ Coloro che ci hanno preceduto

I dodici essendo stati sempre con Gesù fino alla sua ascesa al cielo, ricevono l’abilitazione: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. Matteo 28:19-20

A partire da questo punto loro sono “PESCATORI DI UOMINI”. Il fatto di essere abilitati vuol dire che non avranno più bisogno del Maestro?

NON SARA’ ASSOLUTAMENTE COSI’! Infatti Gesù conclude la sua abilitazione dicendo: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”

Francesco Caldaralo - Notiziecristiane.com